Negli ultimi anni le donazioni di immobili in Italia hanno acquisito un’importanza crescente, diventando una pratica consolidata e vantaggiosa per molte famiglie. Con l’approvazione della recente legge che riforma la circolazione dei beni immobili di provenienza donativa, il panorama delle donazioni immobiliari si appresta a subire un cambiamento significativo. Questa riforma, sostenuta dal Consiglio Nazionale del Notariato, mira a semplificare la gestione e la sicurezza giuridica degli immobili donati, rendendo questa pratica ancora più attraente.
La riforma e i suoi effetti
Il Ddl semplificazioni art. 44 prevede che chi acquista un immobile ricevuto per donazione non debba più temere di dover restituire il bene a causa di rivendicazioni da parte degli eredi esclusi. Con l’eliminazione della possibilità di rivendicazione, gli immobili di provenienza donativa diventano più commerciabili, offrendo maggiore sicurezza sia ai compratori che agli operatori del settore. Gli eredi esclusi mantengono comunque la tutela della loro legittima, potendo vantare un diritto di credito nei confronti del donatario.
Trend positivo per le donazioni immobiliari
I dati confermano un trend positivo per le donazioni immobiliari in Italia. Nel 2024 sono state registrate ben 217.749 donazioni, un incremento rispetto agli anni precedenti. Le donazioni di abitazioni rappresentano il 56,45% del totale. Le regioni meridionali e insulari mostrano un utilizzo più frequente di questo strumento, con quasi la metà delle donazioni effettuate in queste aree. Anche il Centro Italia sta registrando un aumento, indicando un cambiamento nelle abitudini di pianificazione patrimoniale.
Se si analizza il rapporto tra atti e numero degli abitanti, il Trentino Alto Adige emerge come la regione con il maggior numero di donazioni di immobili, con 991 donazioni ogni 100.000 abitanti. Seguono la Calabria (805), la Valle d’Aosta (775) e la Basilicata (756). Non sorprende che la Calabria e la Valle d’Aosta si contendano il primato, considerando la forte immigrazione dalla Calabria verso la Vallée, portando con sé la propensione a sistemare i rapporti familiari attraverso le donazioni in vita. In termini assoluti, la regione con la percentuale maggiore di donazioni immobiliari è la Campania (13,07%), seguita dalla Lombardia (10,68%) e dalla Sicilia (10,53%).
Quali sono le implicazioni economiche?
La riforma offre vantaggi economici significativi. Con l’aumento della sicurezza giuridica, gli immobili di provenienza donativa possono ora essere facilmente accettati dalle banche come garanzia per mutui e prestiti. Questo aspetto è fondamentale per le giovani coppie e le famiglie con redditi medi, che possono pianificare meglio le loro finanze senza necessità di ulteriori garanzie.
Da Notai.it