Cosa sono le cripto-attività?

Le cripto-attività sono rappresentazioni digitali di valore che si basano su tecnologie decentralizzate, note come Distributed Ledger Technologies (DLT). Queste tecnologie consentono di archiviare informazioni in modo sicuro e trasparente, grazie ai meccanismi di consenso della blockchain. La blockchain, in particolare, è un registro distribuito che garantisce l’immutabilità delle informazioni, rendendo le cripto-attività un campo di grande interesse non solo per gli investitori, ma anche per il sistema giuridico.

Le cripto-attività possono essere classificate in diverse categorie, tra cui:

  • Unbacked crypto-assets: come il Bitcoin, privi di un meccanismo di stabilizzazione del valore.
  • Asset linked stablecoins: garantite da beni sottostanti, come valute fiat o merci, mirano a mantenere un valore stabile.

Inoltre esistono diverse tipologie di token, come i “payment token” (mezzi di pagamento), “security token” (diritti economici legati a iniziative imprenditoriali) e “utility token” (diritti per l’uso di prodotti o servizi).

Le nuove regole dopo il D.Lgs. 139/2024

Con l’introduzione del D.Lgs. 139/2024, il legislatore italiano ha chiarito il trattamento delle cripto-attività nell’ambito delle successioni e delle donazioni. Le cripto-attività sono ora riconosciute come beni patrimoniali ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, il che implica che esse possono essere trasferite a titolo gratuito o a causa di morte.

Cripto-attività e base imponibile

La base imponibile per le cripto-attività nell’asse ereditario viene determinata sulla base del valore venale in comune commercio alla data di apertura della successione. Questo valore deve essere considerato anche nel caso di donazioni, come previsto dall’articolo 19 del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346. Pertanto, oggi, la valutazione delle cripto-attività diventa importante per una corretta gestione delle successioni.

Il riconoscimento normativo

Il Regolamento UE n. 2023/1114, noto come MiCA (Markets in Crypto-Assets), rappresenta un passo avanti nel riconoscere la validità patrimoniale delle attività virtuali. Questo regolamento offre un quadro normativo europeo che facilita l’integrazione delle criptovalute nei sistemi finanziari tradizionali, garantendo maggiore sicurezza e trasparenza.

Le nuove regole sul trattamento delle cripto-attività nell’asse ereditario pongono sfide e opportunità. Da un lato, i possessori di criptovalute devono essere consapevoli delle implicazioni fiscali e giuridiche legate alla loro eredità. Dall’altro, il riconoscimento delle cripto-attività come beni patrimoniali può incentivare una maggiore integrazione di queste nel sistema economico.

Da Notai.it